Oriente Capozzi ci racconta la storia di Alfredo

Alfredo è con noi da 3 anni. Lo abbiamo adottato quando aveva due mesi ed era un micino di strada nato in un paese di Montagna: Civitella Alfedena. Era un sabato di ottobre 2012, quando decidemmo di andare in moto a Civitella. Appena arrivati la mia attenzione fu attratta da un minuscolo micino rosso vivace ed affettuoso, che giocava con tutti e che stazionava nei pressi dell’albergo dove alloggiavamo. Ovviamente mi avvicinai al piccolo che in quel momento stava giocando con una pallina di carta. Lui mi venne vicino e mi fece la fusa, aveva le orecchie sporche di grasso perché la notte per trovare riparo al freddo della montagna dormiva nei motori delle auto.
Quel pomeriggio passai tre, quattro volte a trovarlo e me innamorai.
Tornando in albergo, una signora che lavorava li mi parlò del micetto ed io le dissi che me ne ero innamorata. Lei subito mi rispose di adottarlo. Io obiettai che ero in moto e lei prontamente mi suggerì di metterlo in una scatola di cartone, dopo aver praticato dei buchi per dargli aria.
Ovviamente accettai, lo andai a prendere e lo portai in stanza. Subito iniziammo a pensare a come chiamarlo. Pensai di trovare un nome che lo potesse collegare al paese in cui era nato, cioè Civitella Alfedena, ma Alfedo era decisamente bruttino, fu così che nacque Alfredo.
Il piccolo Alfredo immediatamente prese possesso della stanza, addormentandosi di botto sul divano morbido. Il giorno dopo lo mettemmo in una scatola di cartone dopo aver fatto due buchi laterali per l’aria. Fu così che Alfredo divenne un micio motociclista. Facemmo il viaggio da Civitella a Napoli con Alfredo chiuso nella scatola che io tenevo in braccio. Ogni tanto tentava di uscire, raspando sul cartone ma io cercavo di calmarlo. Al termine del viaggio giungemmo a casa ed Alfredo prese possesso della sua nuova casa e conobbe il suo fratellino adottivo Arturo.
Alfredo è un micio buonissimo ed affettuosissimo, è un fusolone incredibile… certo non è bello come Isi:-) ma Alfredo, Alfy per gli amici, per me è il micio più bello e simpatico (a parità con Arturo perché se legge si arrabbia):-)
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Elena Passalacqua e il suo amato Rio

Il nostro micione Rio,che purtroppo non c’è più da 3 anni, ci ha trovati lui un’estate di 14 anni fa. Una mattina abbiamo aperto la porta e abbiamo trovato questo gattone rosso arrotolato sullo zerbino. I miei genitori all’inizio non lo volevano,perché avevamo già un gatto in casa e non essendo molto socievole non volevano rischiare di dover sedare delle risse, così, vista la magrezza del nuovo micio, iniziammo a rifocillarlo in giardino. Tutti i vicini lo amavano,perché,come Isidoro, anche lui andava a mendicare in giro e si sdebitava prendendo topi nelle cantine o aiutando un vicino anziano a scacciare i cani che assediavano la sua cagnolina in calore (perché di Rio due cose erano certe;la prima era che aveva sempre fame e l’altra era che odiava profondamente tutti i cani,tanto da attaccarli anche se innocui). Un giorno passò sotto casa una signora,che abitava a 3/4 chilometri da noi, con un cagnolino microscopico e Rio,come al solito, gli saltò addosso per allontanarlo da casa. Quando riuscimmo a staccare tutte le unghie di Rio dal cane,la signora,sorpresa, ci disse che era sicura che il nostro gattone appartenesse alla sua nuova vicina di casa,così, con molto dispiacere, acconsentimmo che la padrona di Rio fosse avvisata. Dopo qualche giorno si presentò con il trasportino,mi fece prendere Rio (che da lei non si faceva toccare) e se lo portò a casa. Il mattino dopo Rio era di nuovo sul nostro zerbino che aspettava la colazione…tutti felici lo coccolammo e mia madre gli diede una bella colazione abbondante. Dopo qualche giorno tornò nuovamente la “padrona” di Rio e,dopo averlo insultato per la nuova fuga, lo richiuse nel trasportino dicendo che lo avrebbe chiuso in casa così non sarebbe più scappato. Passarono i giorni e ormai noi avevamo perso la speranza di rivedere Rio..passò più di una settimana e un mattino Rio ci dette il buongiorno miagolando fuori dalla porta. Da quel giorno Rio diventò il nostro gattone arancione,all’inizio non lo lasciavamo entrare in casa per paura che litigasse con l’altro gatto,ma con il tempo impararono a vivere insieme senza problemi. Quando decidemmo di prendere un cane spiegammo a Rio che quello era il cane di casa e,anche se all’inizio non era molto felice della nostra decisione, capì di non dovergli fare del male e addirittura gli si strusciava contro per le coccole. …insomma,Rio divenne un amante dei cani di casa,gli altri erano sempre nemici.Rio visse con noi 11 anni e lo amammo come si può amare un gatto meraviglioso che per 3 volte aveva scelto noi come famiglia…era più lui che ci aveva adottato che il contrario.

La Storia di Pippo raccontata da Sissi Depalo

Questo è Pippo.. lo trovammo 2 anni fa in montagna dove mio figlio faceva il campo con la scuola..era uno scricchiolo di 2 mesi circa, lo avevano buttato tra i rifiuti  e i ragazzi del campo lo avecano adottato come mascotte. Quel mercoledi però il campo finiva e tutti sarebbero tornari a casa. Lo vidi uscire dalla sala mensa con andatura traballante ma con lo sguardo fiero. Mi venne incontro . Lo presi e lui scivolò nella mia borsa. Avevo giá due gatti a casa e mio marito  non ne voleva altri 

 Ma quando mi voltati verso lui ancor prima che mio marito dicesse il suo solito no lui emise un miagolio di una dolcezza estrema. E a mio marito si serrò la bocca. Ora vive con noi e gli altri 2 mici.. dei tre  è quello più paraculo perchè sa sempre come averla vinta

   
   

La storia di Lucky di Veronica Caslini

Ho sempre avuto gatti fin da bambina, tutti rigorosamente di pura razza randagia, il mio compagno invece non li amava molto, mi ripeteva che avremmo avuto un gatto solo se maschio, grigio e con gli occhi verdi.

Un sabato andiamo in gita in montagna, parcheggiamo al  limite del bosco. Al ritorno accanto all’auto vediamo un micino grigio, occhi verdi, maschio. Gli facciamo le coccole, gli diamo uno spunti al tonno e  ci viene la tentazione  di portarlo via, ma il mio compagno è assalito da mille dubbi e lo lasciamo li. Io pianto il muso, lui si sente in colpa…il lunedi mattina mi dice che vuole fare un giro in montagna e mi porta prima all’ ipermercato per comprare le crocche per gatti, perché, dice lui,  non si sa mai. Ma il gatto non si vede.

La sera, quando torniamo all’ auto, vediamo una sagoma vicino la nostra macchina…….era lui! Tutto fusa e   coccole, apriamo la portiera per prendere le crocche e lui sale sul sedile…si addormenta e dopo 2 ore era sdraiato sul divano!

Sporco, pieno di pulci, zecche e vermi, tanto da vomitarli. La veterinaria disse che lo avevamo salvato giusto in tempo. Qualche giorno dopo, nel luogo dove lui viveva ci fu un’ alluvione e chissà  cosa gli sarebbe successo.

Ora è con noi da quasi 5 anni, ed è il padrone di casa

  

La storia di Nivea raccontata da Vanna Albertini

Dopo il trasloco e la scomparsa della mia Nuvola, rimasta senza lavoro e disperata, mia figlia mi consiglia di prendere un’altra micia. Io ero titubante perché avevo paura di non poter mantenere un esserino. Mia figlia resasi conto che mi sentivo molto sola,ha messo in giro la voce per la ricerca di un micio. Sua cognata le dice che in campagna vicino a dove abita lei c’è una gatta con 2 piccine. Se vogliamo fare del bene dice, andate a prenderle perché la mamma è di nuovo incinta e non le segue più. Mia figlia riesce a fare delle foto e me le fa vedere, amore a prima vista, andiamo in campagna e vediamo una delle piccole che cammina pericolosamente sul ciglio della strada con le macchine che sfrecciano, io scendo dalla macchina e comincio a chiamarla, lei mi guarda e come se mi conoscesse mi viene incontro e comincia a fussare la prendo   in braccio e lei si accocola tra le mie braccia. Con mia figlia abbiamo cercato anche la sorellina ma purtroppo senza trovarla, così ho preso il mio tesoro e me la sono portata a casa. Appena entrata si è comportata come se conoscesse la casa e ne è diventata la mia adorata inquilina. Ora è la mia vita, la gioia e la compagna della mia vita.

la rinascita di Dracma

     Ciao Isidoro! Ti scrivo la storia di Dracma, iniziata il 1°luglio del 2012.
“Miaoo maooo mamma maoo ho fame”…..- c’è un gatto..- ….-Impossibile, siamo in un bosco…- Io cerco di qua, tu vai verso la strada….- Non c’è più…- L’ho trovato, vieni qua tu… Sotto le ortiche c’era un cosino nero, grande come un passero, con la bocca spalancata e gli occhi semichiusi, lo tiro su e me lo appoggio sul cuore: se il battito consola i bambini, calmerà anche questo grumo di pelo, pulci, pidocchi, puzzolente e sfinito! Inizia subito a succhiarmi il collo e a fare la pasta. Sento sotto le dita le sue ossicina, come stuzzicadenti, le zampine grandi come un’unghia….- Se vive la chiameremo Dracma – … Dracma adorata, quanto ci hai fatto penare, per mesi sei stata incerta se restare con noi o volare via, ti abbiamo protetto come una fiammella contro il vento…..fra un mese compirai 3 anni! Tu forse non lo sai, ma la tua vita ha cambiato la mia! Ora con te c’è un’altra micia e io sono volontaria in un gattile…ma non scoprirò mai come hai fatto a finire in un bosco, lontano dalle case, sola ed affamata.

Liliana Carta e Gennarino

Gennarino…mi sembra incredibile che tu sia con me già da 6 anni..mi sembra ieri che ti ho preso con me! Piccolo, parte di una cucciolata sfortunata (gattini buttati da soli nel giardino del luogo di lavoro del mio compagno) aveva trovato rifugio con i suoi fratellini in un tombino, ma la paura e la fame (era uno di quegli autunni in cui sembra che Roma si trasformi in un enorme pantano) lo aveva spinto ad avvicinarsi a quell’uomo di cui aveva paura ma che era per lui l’unica possibilità di sopravvivenza. Così, accade che un giorno il mio compagno mi dice di andarti a prendere e io mi ritrovo, dopo tanti anni senza gatti, con te, piccolo, sperduto, pieno di pulci e con le orecchie piene di acari. Ti ho amato perdutamente dal primo momento che ti ho visto e tu hai amato me, in modo possessivo, esagerato, al punto da non permettermi di muovermi (dovevo stare seduta sul divano ad accarezzarti, se no mi graffiavi e mi mordevi le gambe). Arrabbiato con la vita, Gennarino. Cosa ti sarà successo in quei 3 mesi di vita in cui non sei stato con me, lo sai solo tu. Qualcosa che ancora oggi ti fa fare degli incubi tremendi, in cui ti svegli di scatto e scappi di corsa, rovesciando qualunque cosa ci dia davanti a te, e che ti ha reso difficile il rapporto con uomini e animali. Difficile, ma non impossibile. Anche con il mio compagno, del quale sei stato follemente geloso per anni, ora va meglio, ti fidi di più, Ma il tuo amore sono io..vieni ovunque ti chiamo, mi ascolti, rispondi alle cose che ti dico, si rispondi, con dei versi modulati e rochi che parlano, mi vieni in braccio, mi guardi con quello sguardo perso d’amore che solo chi ha un gatto speciale conosce.Tu, e le tue passioni: arrampicarti ovunque, dormire sull’asse da stiro, mangiare qualunque cosa (a casa mia sono scomparse tende, frange, cuscini, perché divori tutto manco fossi un criceto). Ti voglio bene, amico mio, caro compagno della mia vita.

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